Madonna dell’Arco, tra culto e miracoli

Il culto per la Madonna dell’Arco parte il 6 Aprile del 1450, nello stesso luogo dove tuttora c’è il Santuario. Prima però vi era un antico acquedotto romano raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù. La tradizione narra che, quel giorno, un giovane arrabbiato, per una sconfitta al gioco della pallamaglio, scagliò la boccia contro l’immagine sacra e l’effigie cominciò a sanguinare dalla guancia sinistra.

Un altro miracolo avvenne il lunedì di Pasqua del 1589, proprio durante la festa dedicata alla Madonna. Una donna si era recata sul luogo per  offrire un ex-voto per il marito, guarito da una grave malattia agli occhi. La donna aveva con sé un porcellino che le scappò e, non riuscendo a riprenderlo, calpestò l’ex voto. L’anno seguente fu colpita da una grave malattia che le avrebbe causato il distacco dei piedi e poco dopo morì.

La voce popolare racconta anche un altro episodio, quello dell’eruzione del Vesuvio avvenuta dal 15 dicembre 1631 al 21 gennaio 1632. Nel Santuario furono ospitati e curati ben 3000 rifugiati. In particolare vi fu un prodigio: per tutto il tempo dell’eruzione il volto della Madonna scomparve e si rese visibile solo alla fine dell’eruzione e nonostante la presenza di terremoti, caduta di piogge torrenziali, ceneri e lapilli, il Santuario subì solo danni ai finestroni, eccetto quello centrale dov’era presente l’immagine della Madonna Dell’Arco.

Per ricordare questo evento fu posta, dietro la sacra Immagine, una lapide di raro marmo nero con una scritta incisa in lettere d’oro. I fedeli sono soliti passare la mano o strofinare un fazzoletto sulla lastra di marmo nero, per poi toccarsi sulla fronte o su altre parti del proprio corpo o del bambino che portano in braccio.

Vi sono tantissimi altri miracoli legati alla Madonna Dell’Arco, per questo il culto è diventato sempre più sentito. Tanto che tantissime persone vengono in pellegrinaggio.

I devoti alla Madonna si fanno chiamare battenti: coloro che si battono, perché sono soliti percuotere il corpo con flagelli e formelle di sughero chiodate, questi sono vestiti con una tunica bianca e indossano un cappuccio tradizionale; o fujénti: dal napoletano, coloro che vanno; vestono completamente di bianco con due fasce una blu l’altra rossa.

In molti casi, i devoti, camminano a piedi nudi e, in alcuni casi, nelle immediate vicinanze dell’edicola votiva della Madonna, proseguono in ginocchio o a carponi.

Spesso la vista della Vergine dell’Arco provoca stati di forte emotività che non di rado sfociano in pianti, urla e convulsioni.

Il Santuario, diventato ormai il secondo più visitato della Campania, è per il popolo un porto sicuro in cui rifugiarsi dai mali e chiedere  una guida quando ormai si è persa la speranza.

Federica Auricchio